LA CHIESETTA
Costruita nel 1745 in devozione
a Sant’Oronzo e Santa Irene, patroni di Lecce.
Collocata all’interno della corte della Masseria,
e dedicata alla Madonna Immacolata,
è una cappella “rupestre”,
interamente realizzata con la pietra leccese.

LA PISCINA

Piccolo angolo di paradiso situato in un bellissimo giardino “segreto” di 1.000 mq della Masseria ideale per rilassarsi.
In questa zona si può inoltre usufruire della zona “bar”, con angolo relax attrezzato di divani, tavoli e sdraio.

I SALONI

I “saloni” sono quelle stanze che una volta erano il “piano abitato della casa”, ovvero dove vivevano i massari. Completamente ristrutturati, ma “fedeli” alle loro origini, le stanze del piano terra dotati di tre camini. Questi spazi interni sono ideali per festeggiare occasioni speciali, cerimonie o anche per organizzare piccoli meeting.
Le corti, entrambe all’aperto e circondate da vegetazione mediterranea e ulivi secolari, offrono ottimi spazi ed un bellissimo backdrop per i vostri ricordi.

IL FRANTOIO

I frantoi ipogei (o sotterranei) erano ricavati dall’interno della roccia, scavati a mano da cavamenti, chiamati “foggiari”. Solitamente posti nei pressi di ambienti rupestri o grotte, sono tra i tanti muti testimoni di una civiltà millenaria.
La necessità di rendere i frantoi ipogei nasce dal fatto che il ciclo di lavorazione delle olive richiede un ambiente caldo (l’olio solidifica a 6°), con temperatura costante (tra i 18° e 20°) per favorire il deflusso dell’olio quando le olive erano sottoposte alla torchiatura. Il calore veniva generato da lumi che ardevano giorno e notte, dalla fermentazione delle olive e dal calore prodotto dai uomini ed operai. Inoltre, il frantoio ipogeo richiedeva manodopera non specializzata, non era dunque necessaria un’opera edilizia, non aveva bisogno di spese e trasporto di materiali. Anche lo smaltimento dei residui della lavorazione olivicola erano facilmente smaltiti, attraverso le fenditure naturali delle rocce. Ogni cosa era ricavata dalla pietra, simbolo dell’ottimo adattamento dei nostri contadini nonostante i mezzi dell’epoca.